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Inaugurazione della biblioteca “Mameli” all’ex Serono

Oggi (mercoledì 19) dalle ore 16 partirà l’inaugurazione della biblioteca “Mameli” all’ex Serono. Sarà un’operazione in grande stile (avrete visto le locandina sparse per il quartiere) con la ministro Meloni, il sindaco  Alemanno, l’assessore Gasperini, il presidente della commissione cultura Mollicone e il presidente dell’istituzione biblioteche Antonelli e, il giorno dopo, i consiglieri Guidi, Rampelli e Marsilio, tutta gente che con questo quartiere ha poco nulla a che fare (a parte le funzioni istituzionali) e se ha fatto qualcosa non era certo per favorire cultura e convivenza.


Il comitato di quartiere insieme a tante realtà (l’ANPI, la scuola d’italiano per stranieri, le comunità senegalesi, ecc.) hanno provato a far vivere questi spazi in questi anni. Nell’incontro pubblico del 19 luglio scorso il presidente dell’istituzione biblioteche Antonelli assunse l’impegno con il presidente del Municipio Palmieri di convocare un tavolo con le realtà del territorio prima dell’inaugurazione per decidere regole e modalità di utilizzo di alcuni locali all’interno della biblioteca da destinare alle associazioni e comitati attraverso la mediazione del municipio.

Non solo il tavolo non c’è stato ma le dichiarazioni di questi giorni hanno ribadito che gli spazi saranno a disposizione solo alle iniziative di promozione della lettura e dei libri e cmq dietro pagamento del noleggio delle sale.

Intorno a quest’inaugurazione ci sono delle menzogne che vanno smascherate:

1)      Non è vero che con la biblioteca si darà un nuovo servizio al Pigneto perché il pigneto una biblioteca ce l’aveva già (da vent’anni) ma è stata chiusa da oltre un anno perché mai nessuno si è occupato dell’amianto che c’era nelle pareti;

2)      Non dicono che la biblioteca, occupando tutti gli spazi, toglierà gli unici spazi a disposizione in questi anni ai cittadini per contrastare tutti i tentativi di speculazione che ci sono stati e che ci potranno essere (dalla dismissione del deposito ATAC di porta maggiore, alla copertura del vallo ferroviario, all’area dell’ex snia viscosa al largo preneste, all’ecomuseo nel comprensorio casilino…..). Decine di migliaia di metri quadrati dove affaristi e speculatori non vedono l’ora di mettere le mani;

3)      I locali dell’ex Serono oltre ad avere già una destinazione (laboratori di quartiere) prevista dal contratto di quartiere avevano già iniziato il percorso con la toponomastica del Comune di Roma per l’intitolazione ad Antonio Atzori, antifascista del Pigneto, ucciso a Mauthausen il 23 maggio 1944. Anche su questo hanno calpestato diritti e memoria.

Eppure tutto questo potrebbe efficacemente convivere con la biblioteca, a meno che il vero fine di questa nuova Biblioteca sia solo un pretesto per togliere la parola ai cittadini e fare spazio a qualche cricca (magari anche trasversale) che ha fretta di concludere quegli impicci che fino ad ora, con lotte significative, tutta la popolazione è riuscita ad evitare.

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Commenti  

 
0 #2 adriana spera 2011-10-20 06:19
d'accordo con Max, anzi i residenti veri hanno letto la vostra battaglia come la negazione del diritto a riavere una biblioteca e i lavoratori della biblioteca come la negazione del diritto ad avere un luogo di lavoro salubre. Comunque, è vero nessuno vuole che i cittadini abbiano spazi in cui poter praticare il diritto alla partecipazione, anche perchè su molte scelte sono tutti d'accordo, a proposito, dimenticate la speculazione che si propone di fare con altri 600.000 mc tra via dell'acqua bulicante, via teano fino a parco somaini.
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0 #1 max 2011-10-19 12:02
Diciamo anche che - da parte vostra - qualche grossolano errore di strategia e soprattutto una serie di puttanate sul piano della comunicazione coi residenti VERI del quartiere non hanno contribuito a fugare il sospetto di un'operazione di pura e semplice lottizzazione 'partitica' degli spazi ex Serono... invece c'era bisogno di farli sparire, questi dubbi.
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